Anime

Gli indimenticabili Conan e Lara, protagonisti della serie "Conan il ragazzo del futuro"

In Giappone, per una serie di motivi, i cartoni animati (gli anime) hanno la stessa dignità dei film normali. Per tanto anche gli stessi generi (per bambini, per famiglie, drammatici, per adulti, per pubblico femminile, etc.).
La produzione è vastissima e, in media, di bassa qualità.
In occidente si è sempre importato produzioni “per ragazzi” di qualità medio-bassa.
Con alcune eccezioni: le serie “Heidi” e “Anna dai capelli rossi” tra tutte.
Ecco, quelli erano Hayao Miyazaki e/o suoi soci negli anni ’70 primi ’80. Con questi (tra tutti Isao Takata, il “babbo” di Heidi) ha fondato uno studio di produzione (lo studio Ghibli) per lungometraggi ad alto budget e di altissima qualità, i cui film sono stati sostanzialmente censurati dalla Disney in occidente per una ventina d’anni.
Dopo il premio Oscar, il Leone d’oro, la Palma d’oro e incassi da p-a-u-r-a i film hanno cominciato a girare da noi, negli ultimi 5 anni…
Questi sono i titoli fondamentali:

  • Laputa: castello nel cielo (1986)
  • Una tomba per le lucciole (1988)
  • Il mio vicino Totoro (1988)
  • Kiki consegne a domicilio (1989)
  • Porco Rosso (1992)
  • Pom Poko (1994)
  • Princess Mononoke (1997)
  • La città incantata (2001)
  • Il castello errante di Howl (2004)
  • Ponyo sulla scogliera (2008)

I temi sono l’innocenza dell’infanzia, l’odio per la guerra, l’amore per la magia e la natura, l’amore romantico, la leggerezza della gioventù, l’amor cortese e cavalleresco, l’invecchiamento triste dei maschi che non maturano quasi mai e guardano le ragazzine, la saggezza e lo spirito di sacrificio generoso delle donne, specie quelle anziane, la morte, la mancanza di netta distinzione tra bene e male, la tradizione e la tecnologia.
Elementi estetici costanti: la bellezza del volo e della natura, la forza impulsiva dei giovani e la bellezza riflessiva delle giovani, la potenza selvaggia degli animali.

Da notare che tutti questi temi si trovano assieme (!) in una serie che fu il primo grande lungo lavoro di Mijazaki come regista e sceneggiatore esclusivo, una sorta di manifesto dell’opere a seguire, nota in Italia come “Conan il ragazzo del futuro”: vivamente consigliato!

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